Può un robot creare una lettera manoscritta?

Che calligrafia hanno i robot?

Scopriamolo in questa intervista ad Antonio Brissa, fondatore e Managing Director di Pensaki.

Sono pochi i campi in cui la digitalizzazione ha comportato cambiamenti così rilevanti come quello della comunicazione e del marketing. Le email, i social media, le app come WhatsApp, Instagram e Snapchat hanno influito in modo diretto sul rapporto con il cliente: secondo uno studio di Adobe, il 68% dei professionisti del marketing dichiara che negli ultimi due anni il loro settore è cambiato in modo più significativo rispetto a quanto abbia fatto nei 50 anni precedenti.

Una sfida particolare è rappresentata dalla personalizzazione. In questo campo, dal 2014 Pensaki (parola giapponese che significa “penna stilografica”) offre la possibilità di redigere online, in modo automatizzato, documenti scritti a mano personalizzati, di alta qualità e in grandi quantità, e di spedirli tramite la posta tradizionale.

Obiettivo: stupire ed attrarre il destinatario con la potenza della lettera manoscritta.

Antonio Brissa ci spiega come grazie a ciò i pionieri digitali riescono ad organizzare campagne di direct marketing di successo e perché nell’euforia dell’online, il canale offline mantiene una grande rilevanza.

Questa intervista è stata pubblicata originariamente per la conferenza C-Suite 2017 (Berlino).

“Da cosa deriva l‘idea di favorire una rinascita della lettera manoscritta, considerata morta, tramite l’automatizzazione?”

Dall’aver notato un giorno, mentre sedevo alla scrivania, un biglietto di auguri scritto a mano che era lì da mesi e dalla sensazione di gioia che provo ogni volta che lo guardo per l’apprezzamento che testimonia.

Anche nell’era digitale la scrittura a mano trasmette e richiama l’attenzione. Le App vanno e vengono, le email di lavoro sono diventate principalmente un dovere, senza profondità emotiva. Mentre una frase scritta su carta o una lettera manoscrita con la penna stilografica rimangono.

Studi nel campo della psicologia hanno rivelato l’impressionante efficacia di tali documenti. E alla fine contano solo i risultati.

Così, è stato naturale cercare un modo per far incontrare il mondo online e quello offline, per riuscire a scrivere documenti di qualità e soprattutto autentici, in modo scalabile.

Si può fare direttamente tramite una soluzione CRM o helpdesk con una API. Questa idea alla fine ha portato alla creazione di Pensaki nel 2014.

 

“Grazie a Pensaki le macchine sostituiscono le persone per permettere alle persone di comunicare meglio con altre persone. Non è un controsenso?”

No, perché in Pensaki le macchine non sostituiscono le persone ma permettono loro di fare cose che altrimenti non potrebbero fare. Vuoi perché non hanno una calligrafia “presentabile” o perché non hanno la possibilità di scrivere manualmente in grandi tirature. Oppure ovviamente per entrambi i motivi.

L’alternativa sarebbe quella di scrivere un’email o di spedire semplicemente qualcosa di stampato. I nostri clienti non hanno dubbi sul fatto che per ottenere risultati eccezionali, si deve fare qualcosa di straordinario.

Di fatto, Pensaki è un segretario virtuale per tutti: scriviamo anche lettere d’amore per clienti single!

Per far sì che una lettera manoscritta stupisca ed attragga il destinatario, le persone sono insostituibili nel processo di produzione. Pensaki può essere descritto più come un “artigiano digitale” in cui persone e macchine lavorano insieme per soddisfare i clienti.

Per gli utenti, tutto questo avviene online.

In Pensaki, gli esseri umani e le macchine lavorano insieme per garantire. Per l’ utente, naturalmente, tutto rimane digitale e per i destinatari è un’ esperienza offline eccezionale.

 

“Ma non sarebbe più veloce prendere una penna e scrivere semplicemente?”

Prendere una penna e scrivere da soli resta sempre l’alternativa migliore ma spesso mancano gli argomenti o semplicemente la calligrafia è poco leggibile.

30 anni di email hanno reso la scrittura manuale espressiva ma spesso illeggibile.

Il nostro valore aggiunto si crea quando le aziende desiderano testi “manoscritti” di qualità omogenea in grandi tirature. Può trattarsi di 500 pezzi oppure di 1000 o più.

Non c’è possibilità di errore perché convertiamo i file dei clienti direttamente in documenti.

 

“Il manoscritto nell’era digitale, sembra di essere un passo indietro invece che uno avanti. I clienti di Pensaki sono principalmente persone romantiche con una certa tendenza alla nostalgia che conservano nel cuore la scrittura manuale come un bene culturale?”

I nostri clienti sono per la maggior parte pionieri digitali che analizzano e valutano costantemente l’efficacia delle loro strategie di marketing attraverso tutti i canali, soprattutto in base ai risultati in termini di cifre. Di conseguenza c’è poco spazio per il romanticismo o la nostalgia.

È solo questione di tassi di ritorno e dell’effetto sull’azienda e sul fatturato. I nostri clienti sanno che, soprattutto nell’era digitale, una comunicazione di successo passa a più livelli attraverso il “Customer journey”.

Il destinatario dà valore anche alla creatività e ai costi in cui il mittente ha investito. Per essere percepito come significativo, un messaggio deve comunicare una certa importanza. Cosa c’è di più prezioso di una lettera manoscritta, di un messaggio scritto personalmente “a mano”?

“Quali risultati ottengono questi pionieri digitali con simili campagne di marketing “scritte a mano””?

Il successo dipende da numerosi fattori, poiché naturalmente la scrittura a mano non è una condizione sufficiente per il successo delle campagne offline e non è il sacro Graal del marketing.

Nel B2B, i nostri clienti possono ottenere tassi di ritorno dal 10% al 40%, o tassi di apertura di oltre il 90%.

Normalmente il destinatario si ricorda anche dopo due mesi del messaggio personale. Si tratta veramente di risultati eccezionali. In effetti ciò non dovrebbe stupire se si considera che l’80% delle persone gradisce ricevere una cartolina scritta a mano o una lettera manoscritta.

Sorprendentemente, ciò vale anche per i nativi digitali, per i quali l’esperienza “offline” è qualcosa di straordinario.

“Non c’è il rischio che ricevere ripetutamente lettere simili ne riduca l’efficacia, con un effetto di usura?”

Un simile effetto di wear-out   ci può essere soltanto se non si considerano i fattori di successo. Un messaggio autentico “scritto a mano” resterà sempre tale e si distinguerà in modo positivo in mezzo al mucchio di comunicazioni ricevute.

In definitiva, il contesto e il contenuto del messaggio sono sempre determinanti per il successo.

Le comunicazioni “scritte a mano” non sono un sostituito ma un’aggiunta preziosa per gli eventi speciali nel ciclo di vita del cliente. Probabilmente il secondo invio non provocherà un grido di gioia ma il destinatario percepirà sempre il messaggio come un’espressione di apprezzamento e gli presterà più attenzione che ad una email o ad una comunicazione stampata.

E non importa se il messaggio è stato scritto automaticamente con una penna stilografica o dal mittente stesso.